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alcuni prodotti realizzati

ciotole laboratorio artistico
ciotole laboratorio artistico
ciotole laboratorio artistico
ciotole laboratorio artistico
ciotole laboratorio artistico

La terza fase del Progetto prevede l’attivazione di PERCORSI LABORATORIALI articolati su aree specifiche (agricoltura biologica, imparo l’arte…, autopromozione), finalizzati ad acquisire o consolidare competenze specifiche utilizzabili nel contesto di vita quotidiana e lavorativa. In quest'ultimo caso, particolarmente rilevante è la complementarità e il supporto ad attività di agricoltura sociale: pensiamo, ad esempio, al packaging dei prodotti agricoli con materiale di riciclo, segno di rispetto ed impegno ecologico, ma anche alle possibilità di promozione e social branding.



L'attività di laboratorio è finalizzata alla valorizzazione delle risorse del partecipante in modo da renderlo protagonista attivo di tutti passaggi del suo percorso personale e professionale e nello stesso tempo consolidare strumenti e strategie personali e di gruppo che possano facilitare processi di inclusione a livello di contesto sociale.

L’azione, dal punto di vista teorico e metodologico, intende agire sull’area delle cosiddette competenze trasversali, un insieme di abilità di ampio spessore che sono implicate in numerosi tipi di compiti, dai più elementari ai più complessi, e che si esplicano in situazioni tra loro diverse e quindi ampliamente generalizzabili. Obiettivo del laboratorio, dunque, quello di fornire informazioni sugli strumenti - teorici, pratici, economici - adeguati per il supporto alla promozione di una rete di contatti e collaborazioni nel territorio e nel settore, e per l’accompagnamento allo start up, in particolare nell'ambito dell'agricoltura sociale.





Gli obiettivi del presente Laboratorio, condividono e si ricollegano a quelli del Laboratorio edu-creativo, come ci spiega la Responsabile di entrambi, la dott.ssa Diana Fontana: “sensibilizzare al riciclo e alla “buona abitudine” di cambiare la destinazione dell’uso, più che gettare, e la opportunità di favorire il contatto con la metodologia Feuerstein che privilegia la riflessione sui processi mentali”.

“Ho richiamato – ci spiega – l’esperienza dell’Apprendimento Mediato (Mediated Learning Experience, MLE) attraverso il metodo Feuerstein: un percorso metodologico-didattico, il cui obiettivo è proprio la capacità di utilizzare ogni esperienza come occasione di apprendimento, agendo sulla conoscenza del proprio funzionamento cognitivo e dei meccanismi e strategie di controllo e regolazione dello stesso. L’esperienza di Apprendimento Mediato può utilizzare l’arte come strumento per potenziare le abilità intellettive e i valori sociali nel gruppo; va evidenziato che durante una produzione \esperienza artistica si attivano molte e significative funzioni cognitive e attraverso la mediazione degli stimoli (selezione, organizzazione, regolazione..) si favorisce il processo di apprendimento.

I percorsi artistici elaborati sono due, suddivisi in diverse tappe interscambiabili, caratterizzati da crescente difficoltà manuale e di elaborazione, soprattutto nelle fasi riguardanti la preparazione di elementi per la costruzione dell’opera finale, richiedendo volutamente uno sforzo per “immaginare”, per favorire un crescente livello di astrazione, quindi un maggiore impegno e un coinvolgimento di più funzioni cognitive. La conoscenza diretta dei partecipanti, il loro coinvolgimento, le loro capacità manuali e di esecuzione, l’espressione delle loro preferenze, qualche timido suggerimento, hanno determinato una direzione dei lavori con un maggiore interesse verso particolari tecniche rilassanti come il colorare, disegnare, intrecciare, e creazioni di oggetti più complessi, eliminando alcuni passaggi previsti nel progetto iniziale . Tutto il lavoro è stato accompagnato da momenti di condivisione stimolata da domande intenzionalmente formulate, per migliorare l’apprendimento e l’aumento della propria autostima”.



Collegato al laboratorio “Imparo l’Arte”, con il quale condivide la metodologia in ordine all’apprendimento dei ragazzi, il Laboratorio Edu-Creativo promuove attività che richiedono l’uso di materiali\oggetti da riciclo; “ materiali presenti in tutte le case, che di solito vengono buttati, cui poter restituire una nuova funzione, farne un nuovo uso, per un’utilità concreta, reale”, come ci dice la dott.ssa Diana Fontana, che guida il Laboratorio.

“Durante il laboratorio dove da fogli di giornali strappati si ricavano ciotole (portafrutta) o dal loro intreccio cesti, ma anche da rotoli di carta igienica contenitori per semi e da ombrelli rotti grembiuli da orto\giardino multitasche, si lavora molto puntando sulla creazione “fatta insieme” che risulta dal continuo confronto, dal sollecitazione a porsi domande , a confrontare oggetti, cercare collegamenti, creare curiosità. Mediare la stimolazione ad astrarsi, guardare oltre l’oggetto proposto” . Un modello di attività ecosostenibili preziosamente per un nuovo modo di fare packaging coerente con i valori dell’agricoltura sociale e dunque del progetto Diversamente Verde.



Il corso, svolto tra l'aula, con le lezioni teoriche e il campo a Frosinone, presenta un programma formativo molto ampio che include da una parte i principi di orticoltura, il calendario dei lavori nell'orto, la semina e il trapianto, la conoscenza degli insetti utili e dei rimedi naturali; dall'altra, le indicazioni sulla sana alimentazione e sulla stagionalità dei prodotti.

Tra gli obiettivi principali, quello di imparare ad organizzare gli spazi per realizzare un orto sul balcone, un orto urbano o un orto scolastico. L'orto concepito come uno strumento educativo di autosufficienza.